Gentile Avvocata,

ho due figli piccoli, di uno e tre anni e sia io sia mio marito lavoriamo tutto il giorno fuori casa.

Gli asili nido a Milano sono pochi e molto cari e, per ora, i nostri bimbi sono tenuti a casa da mia madre mentre noi siamo fuori casa durante la settimana.

Ma non so fino a quando posso chiedere ai miei genitori questo sforzo…

Chiedo un Suo parere ed un Suo aiuto, anche considerando che si tratta di un problema estremamente sentito da molte giovani coppie con figli.

Grazie per l’attenzione. G.T. – Milano

 

Gentile Signora,

La ringrazio per la questione che mi consente di toccare un problema davvero complesso per molte famiglie a Milano, che le istituzioni spesso dimenticano, maggiormente impegnate a lavorare sulla politica “scolastica” in senso stretto.

Servizio fondamentale alla prima infanzia, gli asili nido sono diventati una realtà sempre più diffusa: a Milano, seconda città italiana per numero di abitanti dopo la capitale, sono presenti diverse tipologie di asilo nido per accogliere i bambini dai 3 ai 36 mesi di vita.

Le formule cambiano infatti a seconda dell’età e del numero di bambini accolti, ma anche per il tipo di proprietà (pubblica o privata).

Gli asili nido privati non sono pochissimi a Milano, ma hanno una retta mensile molto cara e –mi rendo conto- in caso di famiglie con più figli rischiano di rappresentare una spesa davvero dispendiosa.

Il Comune di Milano mette inoltre a disposizione strutture e personale propri, di gestione pubblica, che prevedono agevolazioni nel pagamento delle rette per i bambini che rientrano nelle graduatorie stilate ogni anno in base a diversi parametri come reddito, composizione del nucleo familiare, numero di anni di residenza nel comune di Milano, ecc.

Entrare in graduatoria per un nido comunale è impresa ardua a Milano, soprattutto considerando la relativa esiguità delle strutture e gli stringenti limiti di reddito che spesso escludono una coppia appartenente al ceto medio in cui entrambi i componenti lavorano.

Vi sono poi gli asili nido privati convenzionati che accolgono bambini dai 3 ai 36 mesi con riduzioni nell’importo della retta. Gli asili convenzionati hanno ottenuto l’accreditamento al Comune di Milano grazie ad un apposito bando e riservano un numero di posti ai bambini che rientrano nelle graduatorie del Comune.

Come nel caso degli asili comunali si tiene conto di diversi parametri; per chi rientra nella graduatoria e a seconda del punteggio ottenuto viene stabilito poi l’importo della retta da pagare. Se non si rientra nella graduatoria si paga la retta piena.

Ma, a mio parere, la vera scommessa sia in punto di qualità sia di costo della struttura sono i c.d. “asili condominiali”, piccole strutture  gestite all’interno di una struttura condominiale, appositamente pensate per ospitare i bambini dei condomini stessi (ma non solo).

La persona che li gestisce è conosciuta anche come Tagesmutter ed è una figura di educatrice “familiare” di derivazione tedesca: è infatti proprio in Germania e nel Nord Europa che questa esperienza ha preso il via e prosegue con grande diffusione soprattutto nelle grandi città.

Avere un asilo nido all’interno del proprio condominio significa avere una serie innegabili di vantaggi: anzitutto si risparmia tempo e denaro negli spostamenti, non sottoponendo il bimbo ad inutili stress di traffico e di sveglia ad ore antelucane.

Le mamme educatrici gestiscono pochi bambini all’interno delle proprie pareti domestiche: quindi l’attenzione è maggiore, il grado di confidenza anche e non si rischia quella “spersonalizzazione” nell’educazione che tanto è dannosa per i bambini in età prescolare.

Anche in rapporto con eventuali contagi di malattie infantili, la cura e la familiarità degli asili nido condominiali ne garantisce una minore diffusione, facendo crescere i bimbi in un ambiente più tranquillo e salùbre.

Insomma, è certamente un’esperienza da sostenere con vigore anche nelle nostre grandi città, soprattutto in un momento di crisi quale quello che stiamo vivendo che ci obbliga a sfruttare con maggiore attenzione le risorse (poche) nella ricerca del benessere nella crescita dei nostri bambini.

Milano, 6 febbraio 2013

 

Ilaria Li Vigni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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