Gentile Avvocata,

 sono una casalinga di sessant’anni ed abito vicino a Milano: mi occupo della casa da oltre vent’anni, con mio marito molto impegnato e spesso all’estero ed i figli ormai grandi.

Ho letto, da più parti sui giornali di un’assicurazione obbligatoria per le casalinghe contro gli incidenti domestici.

E’ vero? Mi può dare qualche informazione?

Grazie per l’attenzione.

 

T.d.U – Rho

 

Gentile Signora,

effettivamente la notizia è vera ed importante, anche se presa molto “sotto gamba” dagli organi di stampa: il 31 gennaio di quest’anno è scaduto il termine per sottoscrivere la polizza obbligatoria per coloro che, donne e uomini, tra i 18 e i 65 anni, si occupa a tempo pieno dei lavori familiari.

La polizza costa poco più di un euro al mese, cifra accettabile pur in tale momento di crisi economica.
La prevenzione – si legge nel comunicato che l’INAIL ha pubblicato sul suo sito – comincia tra le mura domestiche: il numero degli incidenti domestici, anche gravi, è infatti in forte crescita e tali dati devono sicuramente essere rivisti in eccesso, stante la privatezza del fenomeno e, spesso, il senso di vergogna che ne discende.
Resa obbligatoria dalla legge 493/99 e caratterizzata da un’alta deducibilità fiscale (il suo costo effettivo arriva a circa 0,60 euro al mese), l’assicurazione INAIL interessa donne e uomini – tra i 18 e 65 anni – che si occupano della cura della casa gratuitamente e senza vincolo di subordinazione.
La polizza dà diritto a una rendita se l’invalidità permanente derivata dall’infortunio domestico è, per il lavoratore, pari o superiore al 27%.

La rendita è per tutta la vita e oscilla da 166,79 euro al mese (invalidità del 27%) a 1.158,33 euro al mese (invalidità al 100%): sono ovviamente cifre basse, ma purtroppo rapportate al premio annuo da pagare e – ci si augura – destinate a crescere in futuro.

Dal 17 maggio 2006, nella tutela assicurativa è compreso anche il rischio morte, che prevede una rendita ai superstiti.
Al momento sono quasi un milione e 600mila i sottoscrittori in Italia, pur a fronte di una platea di interessati in realtà assai più vasta che va davvero sensibilizzata sulla questione.

Il difficile momento di crisi economica ha provocato, infatti, un alto numero di cassaintegrati e di lavoratori in mobilità: persone che adesso, rientrando nei parametri della legge, dovrebbero iscriversi alla polizza assicurativa.

Ciò vale anche per i pensionati e le pensionate che non hanno ancora raggiunto i 65 anni d’età, come nel Suo caso, rientrando nei parametri di legge.

La norma permette l’applicazione di penalità per chi non si iscrive alla polizza: un intervento che, fino a oggi, non si è voluto applicare, ma che si intende progressivamente rendere operativo a tutela delle donne e degli uomini che, nel nostro paese, lavorano nelle proprie abitazioni al servizio dei propri familiari, ma indirettamente svolgendo un ruolo importante per la collettività intera.

A disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento Le occorra, La saluto cordialmente

    Ilaria Li Vigni

 

Milano, 8 marzo 2013

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