Gentile Avvocata,

sono una giovane professionista milanese operante nel campo del design e Le sottopongo un problema che mi è accaduto nei giorni scorsi.

Nella palestra che frequento un paio di volte alla settimana mi hanno sottratto il portafoglio (con oltre 300 euro in contanti) ed alcuni oggetti personali (catenine e bracciali) che avevo riposto negli armadietti vicini agli spogliatoi.

Ho chiesto al titolare della palestra il risarcimento del danno, ma mi è stato riferito che si non risponde per i beni depositati nell’armadietto.

La circostanza mi sembra strana, il danno per me è stato notevole: che devo fare?

Grazie per l’attenzione.

R.R. – Milano

 

Gentile Signora,

rispondo volentieri al Suo quesito che riguarda un fenomeno purtroppo molto frequente soprattutto nelle palestre e nelle piscine delle grandi città.

Sono luoghi molto affollati, spesso frequentati nel tempo libero (magari in pausa pranzo o la sera) in cui non si presta particolare attenzione agli effetti personali.

E –ci dicono le statistiche- sono sempre più frequentemente visitati da ladri che prendono di mira i luoghi di custodia degli oggetti personali degli utenti, forzando le piccole serrature degli armadietti e sottraendo il contenuto.

Per rispondere alla Sua domanda, tuttavia, va fatta una doverosa premessa giuridica, che svolgerò nel modo più sintetico possibile.

Allorquando si paga il biglietto di ingresso per accedere ad una palestra (o ad una piscina), si stipula un contratto complesso con il quale il titolare della palestra si obbliga non solo a far accedere l’utilizzatore alle attrezzature sportive, ma anche a fargli godere di tutte le attrezzature c.d. “strumentali” che si trovano nella palestra stessa, compresi gli armadietti atti a riporre i beni ed oggetti personali.

Il titolare si assume, quindi, anche l’obbligo di custodire i beni degli avventori e di restituirli al termine dell’attività sportiva.

Secondo la giurisprudenza maggioritaria si applica infatti al deposito presso gli armadietti della palestra, la disciplina riguardante il deposito in albergo di cui agli artt. 1783 e seguenti del codice civile.

Per effetto di tale comparazione, il gestore dell’impianto sportivo risponde per ogni deterioramento, distruzione o sottrazione delle cose portate nell’impianto stesso da parte dei clienti.

Eventuali dinieghi di responsabilità sono, pertanto, del tutto inefficaci e privi di fondamento e non sgravano la proprietà della struttura dalla responsabilità complessa di cui sopra.

Pertanto, sulla scorta di quanto scritto, quantifichi esattamente il valore dei beni sottratti (in particolare dei gioielli) e, documentazione alla mano, richieda formalmente il risarcimento integrale alla Sua palestra.

Dovessero esserci formali contestazioni, si rivolga ad un Avvocato che possa formalizzare una lettera, in Suo nome e per Suo conto, per la richiesta risarcitoria.

Sarà magari un iter un po’ lungo, ma la legge è dalla Sua parte!

Mi tenga informata se Le occorra qualsiasi ulteriore informazione o assistenza.

Ilaria Li Vigni

 

Se avete quesiti da porre all’avv. Ilaria Li Vigni potete scrivere a: ladyblitz2010@gmail.com mettendo come oggetto “Ditelo all’avvocato”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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